Viviamo in tempi intricati e contraddittori, in cui si accavallano e si confondono istanze etiche e organizzative senza una precisa consapevolezza delle loro enormi differenze. Eppure è innegabile che, parallelamente al dominio della fretta, si assiste a una sempre maggiore attenzione per le esigenze interiori. Non è una società per giovani e, men che meno, per bambini, eppure è proprio in questa società che si formano e che crescono figure di estrema professionalità per lo sviluppo dei nostri figli e non importa che si abbiano figli biologici: i figli di qualcuno sono un po’ figli di tutti.
L’Educatrice Montessori
Una delle figure più complete, competenti ed empatiche che appartiene all’ambito evolutivo dell’infanzia è l’educatrice Montessori. Educatrice è solo una dicitura, peraltro non del tutto esaustiva, che indica una figura di lunga formazione e grande responsabilità che inizia il suo lavoro osservando.
La famiglia
È dall’osservazione della famiglia nel suo insieme e del singolo membro nel dettaglio, che l’educatrice intuisce come poter partecipare dello sviluppo di tutti, bambini e adulti. Più che educare, l’educatrice stimola e supporta le competenze che ciascun essere umano in età infantile detiene dentro di sé, come un capitale che rimane “investito” e frutta gradualmente.
La cosa più emozionante dell’opera di una educatrice è la sua capacità di esercitare una influenza silenziosa, rispettosa e latente, permettendo e agevolando il pieno sviluppo della personalità del bambino e, insieme a lui, di tutto il nucleo familiare, attraverso una sinergia provocata con consapevolezza, dedizione e delicatezza.
Una moderna Mary Poppins
Riporta equilibrio e, poi, apre l’ombrello e vola via perché è solo tra i membri della famiglia che quell’equilibrio deve continuare. Abbiamo intervistato Raffaela Schiano, tata, educatrice Montessori e FamilyCoach Montessori.
Qual è il percorso di studi per formarsi come educatrice Montessori?
L’Opera Nazionale Montessori organizza, in collaborazione con le varie associazioni italiane, corsi di specializzazione didattica nel Metodo M. I corsi si suddividono in tre fasi:
Teorica:
excursus della vita di Maria Montessori riferito sia alla sfera personale e familiare, sia riguardo tutto il percorso di studi e ricerche scientifico-pedagogiche che hanno portato la Dottoressa alla realizzazione del Metodo.
Pratica:
dimostrazioni ed esercitazioni concernenti il materiale scientifico e le attività
Osservazione:
o per semplificare il primo “tirocinio”, si tratta di ore di apprendimento presso strutture montessoriane dove le future educatrici si prestano al lavoro di osservazione, argomento cardine del Metodo Montessori.
Il mio personale percorso, inoltre, si approfondisce attraverso anni di esperienza sul campo, lavorando come educatrice presso un centro educativo Montessori di Roma, dove ho avuto l’opportunità di “toccare con mano” il Metodo, essendo a contatto con bambini dai 18 mesi di età e mettendo in pratica tutto il lavoro maturato durante il corso all’Opera Nazionale Montessori e, lavorando come educatrice privata presso numerose famiglie.
Mi sono certificata inoltre come FamilyCoach Montessori presso la scuola di Alessia Salvini (Formatrice Montessori), questa scuola mi ha dato l’opportunità di abbracciare il Metodo Montessori a 360 gradi perché “Montessori non si fa, Montessori si è”, ho imparato a lavorare su me stessa per entrare a contatto con le famiglie e offrire consulenze prive di giudizio, rivolte al miglioramento e potenziamento della relazione tra adulto e bambino.
È ancora un lavoro prettamente femminile. Esistono pochi uomini che lo fanno: perché?
Penso che la società attuale abbia ancora da superare alcuni stereotipi. Diciamoci la verità, c’è ancora gente che oggi pensa che esistano lavori prettamente femminili e prettamente maschili, “l’educazione parte dalla nascita” e se come prima etichetta, in nome di un nuovo essere che fa ingresso in società, appendiamo un bel fiocco nascita azzurro se maschio, rosa se femmina, penso che qualche domanda un po’ tutti potremmo farcela.
Oltretutto io considero l’idea che ogni azione/pensiero/parola parte da noi indistintamente dal sesso, quindi i pochi educatori Montessori sono persone che si sono fatti delle domande, che hanno messo in discussione se stessi e di sicuro si è verificato qualche episodio nella propria vita affinché arrivassero a sposare la filosofia montessoriana.
Quali sono i concetti principali di questa scuola di pensiero e quali, invece, i motivi per cui, a volte, viene ingiustamente criticata? Parlaci, anche, dei falsi miti sul metodo Montessori.
“L’essenza dell’educazione Montessori è aiutare il bambino nel suo sviluppo e aiutarlo ad adattarsi a qualsiasi condizione che il presente richiede”.
Il concetto cardine del Metodo Montessori è il supporto allo sviluppo naturale che accompagna il bambino all’indipendenza, ossia la somma di esperienze vissute in autonomia.
Il concetto di autonomia è interconnesso al riconoscimento del bambino inteso come un individuo capace di entrare in relazione naturalmente con il proprio ambiente.
Elemento fondamentale all’interno dell’ambiente è l’adulto, che attraverso l’osservazione del bambino sarà in grado di accoglierlo e accudirlo, rispettando i suoi tempi.
È dunque necessario focalizzare l’attenzione sull’ atteggiamento dell’adulto in relazione con questo nuovo Essere che, inizierà a vivere ed esplorare l’ambiente.
“I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi”.
Preferisco amplificare la parola “genitori” a tutti gli adulti, poiché penso che prima o poi ogni adulto incrocerà un bambino nella propria vita, al supermercato per esempio.
Se ogni adulto potesse interagire con ogni bambino attraverso la visione montessoriana, allora significherebbe che ogni bambino potrebbe avere il diritto di essere rispettato come un individuo degno di rispetto umano e sociale, sin dalla nascita.
Il Metodo Montessori
Penso che Il Metodo Montessori sia “ingiustamente criticato” per mancanza di informazione o semplicemente perché non si sposa con la propria filosofia di vita.
Quando si sceglie di abbracciare il Montessori, ci si assume la responsabilità di mettersi in gioco a 360 gradi.
Con questo intendo dire che, se un bambino frequenta la Casa dei Bambini (nome montessoriano della scuola materna) si suppone che i genitori si siano impegnati a seguire la stessa linea anche a casa, non parlo di attività da proporre o utilizzare “giochi di legno” senza seguire una logica e acquistarli solo perché, per sentito dire “Montessori utilizza solo materiali naturali”.
Il Montessori va “incarnato”, questo è il termine che la Dottoressa utilizzava per indicare che il bambino attraverso i sensi aveva interiorizzato processi evolutivi che “formano l’Uomo”.
Maria Montessori in realtà, avrebbe volentieri evitato di chiamare Metodo, ciò che lei stessa definiva Aiuto alla vita.
Ci racconti una esperienza che hai fatto sul campo e che ti ha segnata?
È una domanda a trabocchetto questa? È come se mi avessi chiesto “qual è il giorno più bello della tua vita?” ti rispondo subito: oggi! Ogni esperienza mi segna, quella che ho vissuto oggi è la più importante, poiché è dalla somma di quelle passate. Ogni famiglia che incontro è unica e speciale, è il mio specchio in quel momento. Ogni bambino e ogni adulto mi sta mostrando qualcosa e oltre alla gratitudine che nutro nei loro confronti per avermi scelto come supporto di crescita, sono convinta che nulla arriva nella mia vita per caso, perché TataRaffa al caso non ci crede.
Le famiglie, molto spesso, cercano nella tua figura un appoggio emotivo, motivazionale e affettivo. Quali sono i dubbi e le incertezze principali delle famiglie?
Maggiormente i genitori/gli adulti si sentono sbagliati e inadeguati quando non riescono a gestire la relazione con i bambini. Il più delle volte si cerca il problema nel bambino. I dubbi e le incertezze riguardo il mondo dell’infanzia possono essere molteplici, dal cambio pannolino alla scelta del pasto equilibrato, dalla scelta della scuola all’acquisto della prima bicicletta. Potrei continuare all’infinito. Un adulto/genitore che ha dubbi e incertezze si fa delle domande, scegliere di approfondire e di esporsi “a trovare un altro modo” fà la differenza.
Quali sono le paure e le cattive abitudini involontarie più comuni nei bambini di oggi?
La parola “involontarie” mi fa alzare le antenne! I bambini amano e, soprattutto, hanno bisogno di avere delle abitudini poiché sono le basi per creare una struttura solida nella psiche. Un bambino prende delle “cattive abitudini” quando a giudicarle tali sono i suoi custodi e, se i suoi custodi le definiscono “cattive”, allora è necessario trovare un modo (unico) per quel bambino e indirizzarlo verso abitudini più sane. Tutto parte da noi.
Hai esercitato la tua professione sia in una grande città come Roma, sia in una realtà meravigliosa e provinciale come Ischia, sia oltreoceano a Boston: quali sono le differenze?
Uniche differenze riscontrate sono quelle culturali. Le famiglie, i bambini, le relazioni sono sempre variegate ma tutte rivolte ad un unico e potente scopo: il benessere del bambino e di tutti.
Ci sveli quali sono, invece, le difficoltà che una educatrice Montessori vive in relazione ai bambini e alle famiglie di oggi?
Mi reputo una persona molto empatica, la mia difficoltà da quando è giunto il coronavirus è quella di non lavorare con le famiglie dal vivo. Le coaching online hanno una forte rilevanza, ma mi piacerebbe almeno una volta incontrare di persona quelle famiglie e farci un abbraccio una volta terminata la collaborazione.
Cosa ti senti di dire alle famiglie con figli piccoli che si trovano davanti a difficoltà educative e si sentono “poco adatti” al ruolo genitoriale?
L’ inadeguatezza e le difficoltà si attraversano e si superano con la conoscenza. Scegliere di essere un adulto/genitore consapevole significa imparare, un passo alla volta, a fare sempre meglio.
Gisella Blanco



