venerdì, Luglio 1, 2022
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    L’attualità di Nora di Casa di Bambola

    NORA: (…) Svanita la minaccia, placata l’angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. Ed io sono tornata ad essere per te la Lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t’eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell’attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli… Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!
    TORVALD: Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme…
    NORA: Guardami come sono: non posso essere tua moglie.
    TORVALD: Ma io ho la forza di diventare un altro.
    NORA: Forse, quando non avrai più la tua bambola.

    Tonfo della porta che si chiude.

    21 Dicembre 1879 Copenaghen, al Det Kongelige Teater, Henrik Ibsen apre la porta alla sua “Casa di bambola”. Presenta attraverso un canticchiare allegro la protagonista: Nora attraente sposa-bambina. Un giocattolo da otto anni nelle mani del marito Torvald e che nasconde un segreto: aver contratto di nascosto dal marito un debito falsando la firma su una cambiale, per curarlo. Torvald recuperata la salute viene promosso direttore della Banca del Credito. Manca una rata al saldo del debito e lo strozzino è l’impiegato che Torvald vuole licenziare.

    La storia arricchendosi di un ricatto e di una risoluzione, va ad impoverire la figura di Torvald: aspro, senza slanci né passioni, si nasconde dietro un ruolo affibbiatogli dalla società borghese. Povero di spirito, incapace di amare, è un automa senz’anima e sarà perciò abbandonato da Nora che si contrappone invece con l’amore, la purezza, il sacrificio, la vitalità.

     

    Nora ha compiuto fino all’ultimo quanto la società del XIX secolo richiedeva alle donne: soddisfare il maschio dominatore, essere oggetto e soggetto esteticamente sensuale ma controllato. La libertà di espressione della propria femminilità entro i limiti dettati dai maschi (padri e mariti) nel ballo, nella conversazione in pubblico, nella cura della persona. Oggetto da perfezionare continuamento per creare invidia negli altri uomini.

    Torvald cerca di tenerla a sé dopo la sfuriata:

    – Ma tu sei mia moglie, ora e per sempre!-

    non riconoscendole la sua grandezza di essere umano ma:

     

    TORVALD: Chi è che gorgheggia così, la mia Lodoletta? Chi è che fa tutta questa confusione? Il mio Scoiattolo?

    NORA: Si
    TORVALD: Quando è tornato il mio Scoiattolino?

    NORA: In questo momento. (Rimette in tasca il pacchetto dei dolci e si pulisce le labbra.) Torvald, vieni a vedere cosa ho comprato.

    TORVALD: Ho da fare. Non disturbarmi.

     

    “Casa di Bambola” suscitò enorme scandalo in quanto dramma estremamente femminista tanto che Ibsen dovette anche cambiare il finale nella rappresentazione in Germania perché l’attrice che interpretava Nora si rifiutò di recitare la parte di una madre che abbandonava oltre il marito anche tre figli.

    Nora applica l’autosacrificio per liberare i figli da una madre scandalosa. Lo fa in nome di una libertà che non è femminile ma è solo ed esclusivamente Umana.

    Il personaggio di Nora racchiude tutte le sfumature di bellezza, potenza femminile e materna, coraggio, sensualità, purezza, ribellione, sofferenza.

    Si muove in uno spazio senza tempo, tra la veglia e il sogno. Tra il desiderato e il desiderabile. Come quello scoiattolino, che Torvad ha addomesticato con i dolciumi ma che non deve disturbare se non interpellato.

     

    Nora però abbassa la maniglia ed esce.

    Dove andrà e cosa farà non è dato saperlo.

    Ma il tonfo della porta che si chiude vibra da allora sulla pelle di ogni donna.

     

     

     

     

    Da vedere.

    Casa di bambola, regia di Charles Bryant. 

    Casa di bambola, regia di Joseph Losey. 

    Sara, regia di Dariush Mehrjui.

    Casa di bambola, regia Luca Ronconi, Teatro Stabile di Genova.

    Casa di bambola, regia di Roberto Valerio, Associazione Teatrale Pistoiese.

     

    Da ascoltare.

    Casa di bambola, letto da Maria Teresa Ciampolini e Claudia Giannelli, Audible.

     

     

     Luana Filosini

     

     

     

     

     

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