giovedì, Giugno 30, 2022
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    Turtles: la storia di una band e di due hit di successo

    ” Hai un certo non so che / realmente non posso vivere senza di te / ti voglio veramente vicino a me , Elenore./ Il tuo sguardo mi ha ammaliato / anche se i tuoi mi odiano/ non c’è un’altra come te , Elenore, sul serio “.

    La scena è quella dell’America di metà anni 60; le ragazze hanno le gonne inamidate e a palloncino, i nastri tra i capelli e sognano che venga loro dedicata una canzone d’amore intrisa di sogno e romanticismo. L’America di quegli anni è anche questo.

    La mente va a Elenore, musa  misteriosa dallo sguardo che crea dipendenza, l’amore che porta un uomo a superare qualunque ostacolo , la fiamma che lo rende talmente supino da volere solo lei. Il ritornello, però, arriva infingardo e qualcosa stride :

    ” Elenore , credo tu sia fantastica/ e mi fai sentire veramente bene / sei il mio orgoglio, la mia gioia , eccetera.” .

    Ma come, ” Eccetera “?  ” Eccetera” non vale , è quasi come un ” se dovrei ” al primo appuntamento…

    Certo , non che al secondo una potrebbe accettarlo,  ma con un po’ di vino lo manderebbe giù meglio.

    Si insinua il tarlo che mi spinge ad indagare sulla figura di Elenore: chi era, chi si nasconde dietro quell’eccetera inaccettabile come la ricrescita o i baffi ?

    Ecco svelato l’arcano.

    Siamo nel 1966 e i Turtles, gli autori del brano citato, hanno sfornato un successo ovvero ” Happy together”. La casa discografica che ne cura gli interessi, la White Whale , è nata da pochi anni . Ted Feigin e Lee Lasseff decidono di ubicarla nella Città degli Angeli in California.Cominciano a produrre Nino Tempo & April Stevens , Rene y Rene , Liz Damon’s Orient Express. Warren Zevon è autore di molte canzoni e , in quegli anni , incide anche i suoi primi lavori con il duo Lyme & Cybele.

    Manca il quid, manca quella hit che faccia conoscere la casa discografica ad altri livelli.

    In quegli anni, i fondatori della stessa, si imbattono in un gruppo, all’epoca i Crossfires, che fa Surf Music ma senza grandi risultati.

    È così che Howard Kaylan e Mark Volman, insieme al resto della band, si lasciano convincere e cambiano il nome in Turtles sulla scia dei Beatles e dei Byrds.

    Ma cosa c’entra la bella Elenore ?

    ” Happy together” diventa talmente di successo da schizzare prima in classifica, unica canzone a rendere merito alla White Whale che infatti verrà spesso identificata come la casa discografica dei Turtles.

    ” Happy together” rimpiazza ” Penny Lane” al primo posto nella primavera del 1967.

    Allora, cosa accade?

    Accade che la vita di questo gruppo di semisconosciuti si trasforma radicalmente: tournées infinite, pressioni, richieste di standard sempre più elevati .

    Sotto questa ansia da prestazione, ai leader dei Turtles viene imposto di bissare il successo con un’altra canzone altrettanto commerciale.

    Kaylan e Volman non ci stanno e mettono in atto una provocazione: scrivere un pezzo identico al precedente, spolverandolo qua e là d’amore e con parole a caso nella speranza di un licenziamento.

    ” Elenore” divenne invece così famosa che volò in tutta Europa, tradotta in diverse lingue e finendo anche nella sapiente penna di Franco Migliacci il quale regalò a Gianni Morandi ” Scende la pioggia “.

    Migliacci parlò di altro, di un ragazzo che se ne va sotto la pioggia sofferente per l’indifferenza del mondo intorno.

    Nel brano originale, invece, dietro una dichiarazione d’amore cova una dichiarazione di guerra che terminò con estenuanti lotte tra i membri dei Turtles e la White Whale su chi dovesse godere dei diritti di quei pezzi.

    Resta un po’di amaro in bocca, come quando vedi il trucco che sta dietro la magia e si perde il gioco di prestigio.

    Allora che si fa? Si torna alla donna della canzone, si torna alla bella Elenore : ” Si abbasseranno le luci/ forse non guarderemo lo spettacolo/ Penso di amarti , Elenore/ amami ” .

    È così che ci congediamo, con un sogno.

    In questo momento forse ne abbiamo un po’ più di necessità non fosse altro per il fatto che la sottoscritta preferisce credere nell’idillio e che al proprio nome sia stata dedicata una mielosa favola in note con tanto di lieto fine e matrimonio all’americana.

     

    Eleonora Pozzuoli

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