giovedì, Giugno 30, 2022
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    La moda contro il dover essere. Chiara Ferragni insegna?

    Il titolo è, per voluta provocazione, ossimorico dato che una moda è, concettualmente, voler  essere riconosciuto in un determinato ambito, da determinati soggetti e per determinati fini.

    Chiara Ferragni è un paradigma?

    Qualche giorno fa, la nota influencer Chiara Ferragni ha pubblicato, sul suo account IG, una foto in cui indossava delle ciabatte beige (nel modello che va di moda adesso) con dei calzini bianchi, suscitando moltissime reazioni dentro e fuori i social, per lo più di critica ma, in ogni caso, mettendo in evidenza quanto un personaggio come Chiara sia sempre al centro dell’attenzione.

    Questo fatto che, a mio modesto avviso non ha alcuna rilevanza antropologica né alcun tipo di intessere giornalistico, esprime indirettamente un concetto su tutti. E, si badi bene, non sono certa che questo messaggio sia stato intenzionale da parte della influencer quando ha deciso di abbinare calzini bianchi e ciabatte beige ma io provo a estrarlo ugualmente dalla magra notizia, con la dovizia di un chirurgo che non sa cosa trova ma è sicuro dell’opera delle sue mani.

    Lei è Chiara Ferragni e può permettersi di indossare quello che vuole. In fondo, al di là della storia di un ipotetico cattivo gusto, di un abbinamento improbabile e dell’opinione di tutti quelli che, a vari titoli, stanno e stiamo continuando a parlarne, la categoria di pensiero adoperata dalla nostra influencer è di interesse generale e, forse, sarebbe ora di prenderne sul serio l’applicabilità da parte di chiunque (nei limiti di ciò che è consentito, si intende), perché quello che indossiamo è un po’ quello che siamo e poterlo fare in un regime di effettiva autonomia è davvero impagabile, certi del fatto che, oltretutto, non si susciterebbe lo stesso scalpore. O forse sì.

    Etica ed Estetica

    Anche l’etica ha una sua estetica, una profilassi specifica e un suo svolgimento individuale e collettivo che non può prescindere dalle abitudini, dai gusti, dai concetti e dai pre-concetti. Se si prova a non essere pre-giudicati e pre-giudicanti, forse, da un poco aggraziato abbinamento d’abito si può giungere a un accostamento di habitus ben più provvido e, cioè, la possibilità di coabitazione pacifica del molteplice, solo quando le peculiarità non si insidiano o non si mortificano a vicenda,  a partire, per avventura, dalla coesistenza consapevole dell’individuo con se stesso.

     

     

    Gisella Blanco

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