venerdì, Luglio 1, 2022
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    Il ritratto di Beatrice Hastings che Modigliani cancellò

    Lettere strappate e volti cancellati sono l’ultima manifestazione della fine di una storia d’amore.

    E’ questo ciò che è accaduto a uno dei ritratti di Beatrice Hastings che Amedeo Modigliani letteralmente cancellò al termine della sua relazione con la giornalista, scrittrice e poetessa inglese.

    E’ davvero così oppure si trattò soltanto della necessità di una tela per un nuovo lavoro, prassi assai frequente nella vita di artisti squattrinati e ‘maledetti’?

    Non lo sapremo mai per certo ma è sicuro che grazie al progetto Oxia Palus, che combina arte e nuove tecnologie, un dipinto ‘perduto’ è stato riportato alla luce.

    Già nel 2018 la Tate Modern di Londra con una serie di indagini ai raggi X aveva scoperto la presenza di una figura nascosta sotto il celebre Ritratto di una ragazza (ca 1917) di Modigliani. Il neuroscienziato Anthony Bourached e il fisico George Cann, ideatori del progetto e ricercatori dell’University College di Londra, hanno rintracciato nei tratti del volto quelli di Beatrice Hastings (alla nascita Emily Alice Haigh) che l’artista volutamente coprì.

    Beatrice Hastings

    ‘Non sapevo chi fosse, lo trovai brutto, feroce e ingordo’. Così Beatrice ricorda il suo primo incontro con Modì, come veniva chiamato Modigliani per l’assonanza con il termine francese ‘maudit’, maledetto.

    Era il 1914 e le fu presentato probabilmente dall’amico artista Max Jacob che la introdusse nell’ambiente della bohème parigina, in particolare quella del quartiere di Montparnasse. Al Cafè La Rotonde, frequentato anche da Picasso e Jean Cocteau, Beatrice lo rivide ancora, questa volta curato e ben vestito mentre cercava di vendere ritratti a cinque franchi e se ne innamorò.

    Lei aveva 35 anni, lui 30 ed era ancora un pittore senza fama ma apprezzato, dal temperamento forte di uomo che aveva vinto la morte per ben due volte, in seguito ad una febbre tifoidea e alla tubercolosi, e che recava su di sé il fascino della sfrontata superiorità che gli faceva dire: ‘la felicità è un angelo dal volto severo. Il resuscitato.’

    Modigliani a Parigi

    Giunto a Parigi nel 1906 Modigliani seguì la sua vera vocazione, la scultura. Solo in seguito, dopo l’incontro con il mercante Paul Guillaume, conosciuto attraverso Beatrice, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Iniziò in questo momento il processo di maturazione artistica in cui creò quella sorta di archetipo femminile che diventò la sua cifra distintiva, proprio durante gli anni della sua relazione con Beatrice Hastings.

    I due andarono a vivere in una piccola casa di rue Norvins, a Montmartre, e rimasero insieme fino al 1916 condividendo passioni, un vitalismo irrequieto e gli eccessi dell’alcol e delle droghe.

    Beatrice Hastings o ‘Lady Virgo’, come era solita essere chiamata nell’ambiente intellettuale per il carattere forte e il temperamento fiero, era una donna coltissima e piena di talenti. I suoi interessi spaziavano dalla politica alla letteratura, dall’arte alla teosofia.

    beatricehastings-amedeomodigliani
    Amedeo Modigliani – Beatrice Hastings

    Attivista femminista

    Diventò allieva dell’intellettuale e saggista occultista Helena Blavatsky, lavorò come attivista nella difesa dei diritti delle donne e degli emarginati, propose riforme per l’abolizione della pena di morte e scrisse, tra i molti, il dossier Il peggior nemico della donna: la donna, manifesto del suo femminismo ‘ante litteram’.

    Quando arrivò a Parigi, nel 1914, era corrispondente per il giornale inglese ‘The New Age’ sul quale aveva la  rubrica ‘Paris Impressions’ con articoli sulla vita parigina dell’epoca. Si racconta che divenne persona non gradita nell’atelier di Picasso solo perché si permise di criticarne due piccoli dipinti.

    Libera e trasgressiva

    Personalità ribelle, emancipata, libera e trasgressiva trovò in Modigliani uno spirito affine. La loro fu una storia tormentata, costellata di gelosie, liti furiose ma anche riconciliazioni e gesti di grande tenerezza come quando ‘Modì’, vedendola scontenta del suo abito nero, le dipinse dei fiori colorati sulla stoffa.

    L’artista le dedicò quattordici ritratti delineati con il suo tipico codice: il viso diventa maschera che protegge il vero volto. Dietro gli occhi vuoti, ciechi perché non guardano il mondo ma l’universo interiore, c’è l’essenza del soggetto protetta dalle asperità del mondo esterno.

    Dimostrazione assoluta di amore per ‘la poétesse anglaise’, come tutti la chiamavano, che terminò la sua esistenza nel 1943 morendo suicida insieme al suo topolino bianco.

     

    Eliana Cupiccia

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