giovedì, Giugno 30, 2022
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    Il Femminismo della Terza Ondata negli Stati Uniti sta cambiando il mondo

    Picture: An activist participates in the Women’s March on Jan. 20, 2018, in Los Angeles, California. (Sarah Morris/Getty Images)

    Qualche settimana fa sul Washington Post è apparso un articolo della scrittrice e saggista Meredith Maran intitolato: ‘’Per le femministe di oggi il ritorno al sesso torna in voga’’.

    La terza ondata femminista

    La terza ondata femminista statunitense sta portando grandi cambiamenti alla sessualità e alla liberazione del corpo delle donne.

    Nelle prime due ondate c’erano almeno due fazioni che dichiaravano da una parte la libertà sessuale ma dall’altra, avendo ereditato dinamiche della società patriarcale, avevano avuto non poche difficoltà ad affrontare ogni desiderio sessuale nelle donne.

    La seconda ondata del femminismo nei ’70

    Nel pezzo Maran fa un’esegesi di quelle che sono state le scrittrici e teoriche femministe più rappresentative negli States della seconda ondata, stilando alcune linee di demarcazione in base alla concezione dei temi principiali legati al femminismo di quegli anni, estremamente diviso al suo interno.

    Per poi, nella seconda parte dell’articolo, confrontarle con le scrittrici femministe coeve, certamente più sodali sulle tematiche sessuali.

    Tutte si suddividono in varie scuole di pensiero specialmente per quanto riguarda il valore del sesso e del corpo femminile e le loro relazioni rispetto alle fantasie sessuali e all’altro.

    Nella prima ondata femminista statunitense il problema centrale era il suffragio universale.

    Nella seconda ondata le femministe spostano l’attenzione sull’elemento culturale e cosa c’è di più culturale e politico del sesso? Non dimentichiamo il celebre slogan di quegli anni: ‘’il personale è politico’’.

    Gli anni Settanta e il femminismo

    Negli anni Settanta la frammentazione interna al movimento femminista è sempre più pervasiva. La stessa paladina del femminismo, con il suo leggendario libro, La Mistica della Femminilità, Betty Friedan, aveva posto diverse chiusure rispetto alla visione della sessualità delle donne femministe lesbiche.

    Scrive Maran:  ‘’Le grandi questioni interne non fanno che aumentare: le lesbiche sono una minaccia per gli obiettivi femministi, o le sue più pure fautrici?

    Il sesso etero è intrinsecamente oppressivo per le donne?

    Il gioco di potere sessuale consensuale dà potere o è un perpetratore del patriarcato? La pornografia dovrebbe essere vietata per promuovere la violenza contro le donne o difesa come libertà di parola?’’

    Questioni precipue in quegli anni che Maran sceglie di analizzare  descrivendo le posizioni delle scrittrici più rilevanti di quella seconda ondata.

    Fazione anti – sesso

    Sulle teorie ‘’anti-sesso’’, troviamo Susan Brownmiller che ha sostenuto che gli uomini abbiano utilizzato lo stupro per conservare il potere maschile facendo vivere le donne nella paura.

    Catharine MacKinnon

    Poi c’è Catharine MacKinnon (Minneapolis, 7 ottobre 1946), avvocata e attivista statunitense, docente presso la University of Michigan Law School dal 1990 e presso la Harvard Law School. Dal 2008 al 2012 è stata consigliere speciale di genere presso la Procura della Corte penale internazionale. Si è opposta al porno, poiché secondo MacKinnon non fa che incentivare il traffico di esseri umani. È stata tra le prime a sostenere che la pornografia è una violazione dei diritti civili e che le molestie sessuali nell’istruzione e nel lavoro costituiscono discriminazione sessuale

    Andrea Dworkin

    C’è anche Andrea Dworkin che definisce stupro, addirittura, tutto il sesso che coinvolge la forza. Dworkin si è sempre opposta alle istanze libertarie legate alla ‘’rivoluzione sessuale’’ ed è stata anche contro la prostituzione e un certo concetto di erotismo.

    La fazione ”sex positive”

    Dalla parte del ‘’sex positive’’ ci sono stati testi quali ‘’Our Bodies, Ourselves’’ e ‘’The Female Eunuch’’, L’eunuco femmina, edito nel 1970 e divenuto un bestseller internazionale, di Germaine Greer (Melbourne, 29 gennaio 1939), scrittrice, giornalista e accademica australiana, considerata da molti una delle maggiori voci del femminismo del XX secolo.

    Gayle Rubin e Pat Califia hanno scritto saggi e articoli in cui hanno sostenuto che tutti gli atti sessuali consensuali, compreso il sadomasochismo, sono una forma di emancipazione delle donne.

    Gayle Rubin (Carolina del Sud, 1949),

    è un’antropologa statunitense, nota soprattutto come attivista e teorica molto influente in materia di sessualità e studi di genere; si è inoltre dedicata a studi antropologici e alla storia delle sottoculture sessuali, concentrandosi sui contesti urbani. Attualmente è  professoressa associata di antropologia e studi sulla donna all’Università del Michigan.

    Ellen Willis (New York, 14 dicembre 1941 – New York, 9 novembre 2006)

    E’ stata una saggista, critica musicale e giornalista statunitense,  ha accusato la fazione anti-pornografica di puritanesimo e di disprezzo della libertà di parola.

    Con un salto temporale in avanti di parecchi decenni, invece, scopriamo grazie alla disamina di Maran che le scrittrici femministe di questa attuale terza ondata sono solidali e hanno compiuto un’altra rivoluzione, ben oltre la precedente. Il problema era negli anni della seconda ondata, dover essere costrette a scegliere  tra i  corpi, la sessualità liberata, e le proprie convinzioni. Paradossale ma vero. Scegliere tra le  inclinazioni sessuali personali e la politica.

    Femminismo di oggi

    Questa dicotomia non è stata sostenuta dalla terza ondata femminista e finalmente c’è stata una effettiva liberazione delle donne. Nella seconda erano per lo più femministe donne bianche eterosessuali, adesso finalmente le femministe sono eterosessuali, queer, lesbiche, accoppiate, singles, nere, bianche, marroni, gialle, native americane e non, e stanno scrivendo il nuovo corso del femminismo nella storia della società.

     

    Tracy Clark-Flory

    Pensiamo alla giornalista sessuale Tracy Clark-Flory che con il suo libro memoir, uscito questo anno, Want me,  racconta il suo percorso, durato diversi decenni, in cui ha scoperto la fine dell’idea della fiaba del matrimonio e dell’anello per approdare a una concezione di desiderio ben più complesso e articolato.

    Melissa Febos

    In “Girlhood”, Melissa Febos scrive che non è mai troppo presto o troppo tardi per una donna per rivendicare la propria identità sessuale.

    Gina Frangello

    Gina Frangello, adultera e sopravvissuta al cancro al seno, scrive nel suo libro di memorie “Blow Your House Down” di volere di più dalla sua vita con il suo ex marito e da quel falso godimento sessuale che la lasciava inappagata e sola.

    Carmen Maria Machado

    Nel 2017 ha pubblicato In the Dream House, un memoir nel quale racconta la violenza domestica perpetrata dalla sua compagna mentre era studentessa all’Università dell’Iowa.

    Machado dichiara a Maran: “Per decenni, le femministe hanno confuso il desiderio di essere appagate e hanno interiorizzato la misoginia; voler essere appagate ed essere un abusatore domestico. Ho lottato con il motivo per cui volevo cose sessualmente che non volevo nella vita reale. Dovevo decidere se avrei vissuto la menzogna dell’accettabilità o se avrei vissuto.

     Anche Febos  sostiene di essere diventata maggiorenne leggendo testi della seconda ondata come “The Feminine Mystique” e “The Beauty Myth” e il lavoro di Andrea Dworkin:

    ‘’ Il mio femminismo è stato profondamente formato da loro, ma alcuni dei loro punti di vista mi sembravano ristretti, specialmente come donna queer. Ed ero frustrata dal fatto che molte femministe della seconda ondata non sembravano credere che si possa essere una femminista e anche avere fantasie e desideri che vanno dal sesso etero al sadomasochismo e oltre”.

    Katie Roiphe

    L’attivista culturale Katie Roiphe, che prende una rara svolta nel libro di memorie “The Power Notebooks” del 2020, è d’accordo. “C’era una fantasia femminista che si potesse in qualche modo districare il sesso dall’aggressività. Penso che sia sbagliato. Il potere è inesorabilmente legato al sesso. Fa parte della buona esperienza. L’idea che si debbano risolvere le proprie fantasie di stupro attraverso il femminismo è un problema residuo degli anni ’70”.

    Sono tante e libere e ci stanno spiegando il sesso e le donne oggi e forse anche quello di ieri che persino le femministe di allora hanno censurato e che oggi finalmente è liberato.

     

     

    Mariagloria Fontana

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