domenica, Ottobre 17, 2021
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    Riscoprire l’Emilia Romagna con un breve tour estivo

    La foto di copertina è presa dal sito ufficiale turismo.ra.it 

    Il nostro itinerario parte dalle pendici dell’Appennino Tosco-Romagnolo in cui sorge l’antico borgo medievale di Brisighella. Il piccolo paese è posto ai piedi di tre pinnacoli di gesso su cui poggiano la Rocca Manfrediana del XV secolo, la Torre dell’Orologio del XIX secolo costruita su un precedente fortilizio del 1290 e il Santuario del Monticino del XVIII secolo. Inserito nel club dei ‘Borghi più belli d’Italia’  Brisighella è famoso per l’omonimo e gustoso olio e offre un punto di partenza per le escursioni all’interno del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, raro esempio di catena montuosa costituita esclusivamente di cristalli di gesso selenitico.

    Il centro di Brisighella

    Al gesso è legata la famosa Via degli Asini nel centro di Brisighella, una strada sopraelevata illuminata dalle tipiche finestre ad arco. Usata inizialmente come baluardo difensivo, venne poi inglobata nelle abitazioni e utilizzata per il trasporto del gesso dalle cave con l’aiuto di asinelli che diedero il nome alla strada.

    Una sosta obbligatoria merita la deliziosa ‘Bottega degli Asini’ in cui ammirare e acquistare tessuti dipinti, stampati a mano e ceramiche artistiche realizzati da artigiani romagnoli.

    Dozza

    Attraversando i vigneti e le campagne con i lunghi filari delle piantagioni di frutta raggiungiamo Dozza, un altro incantevole borgo medievale quasi del tutto dipinto. Qui, infatti, l’arte e il paesaggio urbano si fondono e contribuiscono a creare un’atmosfera magica, quasi da sogno.

    I muri delle case, dei vicoli e delle piazze sono ricoperti di opere d’arte che si accordano perfettamente con lo spirito del luogo e che creano una sequenza di inebrianti sinfonie cromatiche. Dal 1960 circa duecento artisti hanno partecipato alla Biennale del Muro Dipinto di Dozza che dal 13 al 19 settembre 2021 celebra la sua XXVIII edizione.

    Per il pranzo o la cena consigliamo vivamente l’Osteria di Dozza che propone i piatti tradizionali della cucina romagnola tra cui la pasta rigorosamente realizzata con la sfoglia tirata a mano e taglieri con ottimi salumi, formaggi e i tipici ciccioli accompagnati dalle fragranti piadine.

     

    Ravenna

    Abbandoniamo la vista spettacolare delle colline e ci dirigiamo verso Ravenna, città che fu capitale per ben tre volte: prima dell’Impero Romano d’Occidente, poi del Regno Ostrogoto e in seguito dell’Esarcato Bizantino.

    Questi tre momenti della storia della città trovano testimonianza artistica nei famosi mosaici del V e VI secolo che decorano le volte e le pareti della Basilica di S. Apollinare Nuovo e di S. Apollinare in Classe, del Battistero Neoniano e di quello degli Ariani, della Cappella di Sant’Andrea, del Mausoleo di Galla Placidia e della Basilica di San Vitale.  Oriente e Occidente si incontrano in questo complesso tessuto musivo in cui l’azzurro e l’oro annullano il tempo e rompono i limiti dello spazio fisico che si fa irreale e trascendente.

    Gustav Klimt

    Fu proprio la luce dorata, riflesso dell’antica Bisanzio, a ispirare il ‘periodo aureo’ dell’artista Gustav Klimt che dopo la sua visita a Ravenna, nel 1903, iniziò a fare un uso costante dell’oro nelle sue opere. Anche Carl Gustav Jung rimase particolarmente turbato dal potere delle immagini e ‘dal prodigio di questa luce senza alcuna sorgente apparente’ dei mosaici ravennati.

    La tradizione del mosaico persiste ancora a Ravenna. Non solo elemento del patrimonio artistico paleocristiano e bizantino ma anche delle botteghe artigiane come quella di Anna Fietta che dal 1998 produce mosaici realizzati con la tecnica musiva bizantina tagliando a mano una ad una le tessere di pasta vitrea.

    Pound, Byron, Wilde, Freud a Ravenna

    Nel corso del tempo Ravenna ha ospitato celebri personaggi come George Byron che vi soggiornò dal 1819 al 1821, Oscar Wilde, Ezra Pound, Sigmund Freud ma resta ovviamente associata al nome di Dante Alighieri che qui morì da esule nel 1321. Sotto la grande quercia voluta da Giosuè Carducci nel cuore della ‘zona del silenzio’, come viene chiamata l’area del centro storico dedicata alla memoria del Sommo Poeta, si trova il tempietto neoclassico che conserva le sue spoglie.

    Dante

    A Ravenna Dante scrisse i versi della Cantica del Paradiso e parte di quelli del Purgatorio in cui ‘La divina foresta spessa e viva’ è la memoria della vicina Pineta di Classe attraversata spesso dal Poeta durante il suo soggiorno.

    La città lo celebra, in occasione del settecentenario della morte, con una serie di manifestazioni come la mostra Dante plus 700 sull’interpretazione contemporanea del suo volto e La luce delle parole.

    Fino al 31 dicembre alcuni versi tratti dalla Divina Commedia illumineranno le strade e, grazie a un sistema di QR code alla base delle luminarie, si avrà la possibilità di ascoltare sul proprio smartphone gli interi canti dai quali sono tratti gli endecasillabi luminosi.

    La cucina tradizionale fa da padrona al ristorante Ca’ de Vèn, situato all’interno del quattrocentesco Palazzo Rasponi in cui l’ambiente suggestivo non sottrae nulla all’atmosfera familiare e cordiale delle tipiche trattorie. Anche l‘Antica Trattoria Al Gallo 1909 con i suoi raffinati arredi Liberty e un incantevole giardinetto interno, offre un servizio impeccabile e piatti della tradizione gastronomica ravennate curati nei minimi dettagli.

    Comacchio

    Da Ravenna ci concediamo una visita a Comacchio, città sospesa tra terra e mare, il cui centro è dominato dal complesso dei Trepponti che un tempo costituiva la porta fortificata della città sul canale che conduceva al Mare Adriatico.

    Da questa ‘piccola Venezia’ attraversata da canali e piccoli ponti ci spostiamo verso il vicino ‘Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna’ per un’escursione in barca.

    Mentre attraversiamo la laguna con i caratteristici casoni di pesca si aprono in volo i numerosi fenicotteri rosa provenienti dalla zona della Camargue, nel Sud della Francia.

    Non è un caso che questo luogo dall’atmosfera visionaria, metafisica e atemporale è presente in molti film: ‘Ossessione’ di Luchino Visconti, ‘La donna del fiume’ di Mario Soldati, ‘La casa dalle finestre che ridono’ di Pupi Avati, ‘Il Grido’ di Michelangelo Antonioni, solo per citarne alcuni.

     

    Eliana Cupiccia

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