domenica, Dicembre 4, 2022
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    Tutti bravi genitori (con gli adolescenti degli altri)

    Genitori VS figli

    Il mestiere più difficile (e, per antonomasia, non remunerato) del mondo, dall’antichità ad ogni futuro in cui ci sarà vita, continua a essere motivo e scaturigine di studi, dibattiti, polemiche e, talvolta, anche di risate: la genitorialità.

    Nel divario irrisolvibile tra boomer e giovani, tre “persone innamorate dell’età adolescenziale”, Mirko Pagani, Matteo Locatelli e Giuseppe Ciccomascolo, hanno redatto un interessante manuale in cui è possibile approfondire le difficoltà e le potenzialità del rapporto tra genitori e figli adolescenti.

    Il titolo è già una dichiarazione di poetica: “Tutti bravi genitori (con gli adolescenti degli altri)”, pubblicato da Centro Leonardo Education Srls, 2021.

    Il linguaggio del sorriso

    Con un linguaggio lineare e un ironico tono discorsivo, i tre autori affrontano le tematiche di maggiore attualità inerenti all’universo dei ragazzi che hanno superato l’infanzia ma che, ancora, non hanno fatto ingresso nell’età adulta.

    Un’analisi attenta e sagace della società viene svolta, tra i vari capitoli, con grande apertura ai cambiamenti che si verificano nell’alternarsi delle generazioni e dei modi di essere e di vivere delle persone.

    Partendo dal dato, facilmente verificabile, che mass media e social network tendono (non sempre, per fortuna) a diffondere un’immagine negativa e limitata dei nostri ragazzi, il saggio spiega ed argomenta i punti di forza degli adolescenti di oggi. In particolare, recupera le tanto rifuggite fragilità e le ripropone in potenzialità individuali e relazionali da non sottovalutare.

    L’immediatezza della chiave semantica scelta dagli autori è, già nella forma, una comunicazione che lascia indietro gli orpelli dei pre-giudizi per arrivare al nucleo essenziale dei due ruoli sociali a confronto: figli e genitori.

    Capacità di contrattazione

    Quelle che, agli occhi di una madre e di un padre colti dal panico genitoriale, possono sembrare modalità comportamentali frustranti da parte dei figli, in realtà sono modi di essere, tipici delle generazioni attuali, contenenti un grande potenziale: la capacità di trattativa e di contrattazione con l’adulto.

    Le regole dogmatiche, oggi, sono pressoché inattuabili: perfino con i figli più piccoli, un genitore si ritrova a dover argomentare i motivi che stanno alla base dell’educazione che vorrebbe impartire nel proprio nucleo familiare.

    Non litighiamo!

    La mancanza o l’attenuazione degli scontri domestici sancisce, però, una maggiore severità dei ragazzi verso sé stessi: a queste condizioni, è necessaria una comunicazione intergenerazionale che sappia essere profondamente empatica e accogliente delle istanze dell’altro, anche se divergono dalle proprie.

    Nell’esercizio abituale all’uso e abuso di stereotipi, la “parafrasi relazionale” che dovrebbe compiere l’adulto nel supportare i giovani, senza sostituirsi a loro, diventa una pratica comportamentale ed etica di primaria importanza, sia nell’organismo famiglia che nel corpus scolastico e in tutte quelle occasioni in cui si creano contesti associativi e ricreativi per ragazzi.

    L’era di Internet

    Anche la tanto temuta era digitale, nonostante le contestazioni dei più accaniti conservatori, riserva delle sorprese importanti: internet, i social, i video game e tutto il contesto di strumenti legati alle nuove tecnologie informatiche, se incanalati in un percorso pedagogico di crescita, possono essere occasioni di sviluppo di competenze psichiche, comportamentali e culturali che, altrimenti, non emergerebbero.

    Nella giusta dose, e con le cautele derivanti dalla consapevolezza sull’uso del singolo strumento tecnologico, è possibile sciogliere la paura del progresso in un’ottica di futuribilità condivisa e comunicabile.

    L’esistenza non è transitata on line ma la vita digitale, fatta da tutti i rapporti e le attività che si svolgono in quella dimensione, ha un preciso influsso nella vita reale, a cominciare dal linguaggio che si è modificato con l’uso delle emoticon, con le interazioni stereotipate dei post e con le abbreviazioni tipiche del lessico dei social.

    Innovazione epocale

    Se la querelle sulle nuove modalità comunicative non si può risolvere in semplici definizioni assertive, una cosa è certa: il cambiamento è avvenuto ed è necessario valorizzare gli aspetti virtuosi e creativi di un’innovazione epocale.

    E se alcuni fenomeni criminosi drammatici, come certi presunti giochi a morire che hanno inizio tra sconosciuti on line, rappresentano una delle maggiori paure dei genitori, è necessario che si scavi a fondo per comprendere la causa sociale e individuale per la quale quel singolo adolescente ha ceduto alla tentazione del suicidio. Al di là dell’opinione che si può maturare sulla specifica esistenza di tali depravazioni su internet, una visione attenta e sensibile non stigmatizzerà il singolo nucleo familiare e non esonererà ciascun membro della società dalle proprie responsabilità collettive.

    La lingua dei sentimenti  

    “Nutrire il suo monologo interiore evita che profezie negative si auto avverino”, suggeriscono gli autori nel più ampio consenso a un comportamento genitoriale attento ma non giudicante. E’ importante che si avvii un progetto educativo su una “cultura del fallimento” che accolga le fragilità, le presunte inadeguatezze, le ansie profonde e le più recondite insicurezze, per mostrare un tessuto umano nuovamente filantropico, dove non ci sono super eroi ma persone comuni che condividono le loro potenzialità.

    Anche l’amore mette alla prova i più giovani, impigliati nel vortice della curiosità, delle prime spinte sessuali e dell’evoluzione dei loro corpi. Secondo i tre autori, consentire che ci sia uno spazio privato e intimo in cui i ragazzi possano sperimentare la loro sessualità, è necessario per avviare un discorso maturo sulla sicurezza e sulla salute ma, anche e soprattutto, sui sentimenti.

    La verità, però, è che nemmeno gli adulti sono così consapevoli sui sentimenti e sulle emozioni: quello che è possibile fare, quindi, è iniziare un dialogo in cui sia il ragazzo che l’adulto si mettono in gioco e condividono le loro esperienze emotive.

    “Questa generazione di adolescenti vive una sessualità molto più fluida rispetto a qualche anno fa”, spiegano i tre autori: ciò implica l’abbandono della concezione di sessualità binaria in funzione della creazione di “nuove normalità”. Uno sguardo consapevole sulla realtà non può che essere benevolente rispetto alla plasticità esistenziale che i più giovani insegnano agli adulti.

    Fiducia nel futuro? 

    Certamente non è facile imbastire le trame di un discorso tra realtà generazionali così diverse ma, alla fine di questo manuale, ci si potrà sentire più sollevati: anche se molti adulti ne parlano male, i giovani sanno andare avanti, con i loro valori e le loro idee, verso un futuro che esisterà soltanto grazie alla loro resistenza.

    Gisella Blanco

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