È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di amare fino a perdere quasi la ragione. Cosa si potrebbe scrivere su questo argomento che non si conosca già? Sarebbe più opportuno mettersi seduti in giardino, schiena contro il muro, stringere gli occhi feriti dal sole, quello stesso sole di una domenica pomeriggio che conosce la malinconia di un rientro, in autostrada.
Due si tengono la mano, stretti in una promessa; il mondo non sa quanto si appartengano, quanto forte sia il desiderio, quanto si debba essere pronti a sanguinare perché l’amore è “ il tocco di due anime “ per dirla alla maniera della cantautrice Joni Mitchell.
A quarantuno anni dalla sua uscita, “ A case of you “ , canzone contenuta in “ Blue” , sbatte sulle rocce salate come un’onda ribelle. La Mitchell è ormai una star ed è fuggita dalla quella fama, dalle luci accecanti e dall’amore per il musicista Graham Nash.
“Proprio quando mi misero su un piedistallo , iniziai a vacillare “ . una frase, uno stato d’animo denso e colloso. Ricevuta la proposta di matrimonio da parte di Nash, Joni fugge ricordando la nonna la quale, a causa di un uomo coercitivo ed ottuso, le aveva proibito di suonare il pianoforte .
Nonostante il rapporto simbiotico e fertile, Joni rinuncia al sentimento, protagonista della sua arte , affermando la sua individualità.
“ Sei nel mio sangue come il vino santo e hai un sapore così amaro e così dolce. Potrei bere una cassa di te e potrei restare ancora in piedi”.
L’amore è qui contraddizione e prova di resistenza, smania di bere l’altro e pretesa di restare sobri.

Accade spesso di darsi, di credere all’affetto, alle carezze, ai progetti dimenticando di avere un IO ben definito.
Drogarsi d’amore, diventando dipendenti emotivi e in crisi d’astinenza; non era questo il desiderio della Mitchell.
“Sono una pittrice solitaria, vivo in una scatola di dipinti “ : così si apre una quartina di “ A case of you “ e Joni non ha paura di gridarlo, accompagnata dal solo suono del dulcimer che poggia sulle gambe cullandolo come un figlio. L’amore lacera, strappa, crea ferite da cicatrizzare.
Tutto il brano è permeato dal litigo tra sentimento e desiderio di liberarsene per la paura di soccombere a un rapporto inedito che non è un “ di solito “ ma un “ invece “.
La voglia di indipendenza e di amore equilibrato è sana ed auspicabile ma è successo di provare per qualcuno un’assoluta fame e sete che ci distoglie, ci turba, ci inquieta, svuota e riempie; è una forza dirompente che lascia nudi e mai paghi.
Rinunciare a questo tipo di sentimento è come smettere di respirare e proteggersi equivale, spesso, a esporsi al pericolo .
Infatti, l’amico nonché musicista Kriss Kristofferson (tra i i primi ad ascoltare “ Blue” ) sentendo “ A case of you “ cercò in tutti i modi di dissuadere Joni dal pubblicarla .
“Ti stai mettendo troppo a nudo e ti massacreranno “. Joni, invece, scelse il coraggio di raccontare la sua tristezza e i postumi di una scelta che l’aveva depredata.
Come scrisse nella sua lettera d’addio a Graham Nash, “ Se trattieni la sabbia in un pugno , scivolerà via “.
Se ne andò via, Joni, e dopo alcuni anni decise di cambiare il suo approccio alla musica virando verso il jazz e verso arrangiamenti più compositi spesso non etichettabili.
La Mitchell scelse la musica come compagna di vita ma questo, a suo dire, le spezzò il cuore.
In “A case of you “molti riconosceranno quel momento, quell’istante in cui hanno amato senza riserve qualcuno, disperatamente, per poi lasciarlo andare via illudendosi di essersi salvati.



