giovedì, Dicembre 11, 2025
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    Ornella Muti apre il cuore: l’autobiografia che riscrive la sua storia

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    A settant’anni, Ornella Muti, icona del cinema italiano, decide di raccontarsi senza filtri. Il suo nuovo libro, Questa non è Ornella Muti(La Nave di Teseo), in uscita il 14 ottobre, offre un viaggio intimo nella sua vita, più simile a un viaggio liberatorio che a un semplice bilancio. In una recente intervista con Candida Morvillo per il Corriere della Sera, l’attrice condivide alcuni dettagli di questo racconto autobiografico, lasciando trasparire la vera Francesca Rivelli, la bambina celata dietro allo sguardo magnetico che ha incantato generazioni di spettatori.

    Ornella Muti lontano dai riflettori

    Nella tranquillità della sua casa nel Monferrato, circondata da cani, gatti e persino due maiali domestici, Ornella trova pace tra figli e nipoti. È a loro che dedica gran parte del suo tempo oggi. “Vedere i miei nipotini felici senza preoccuparsi di chi sono o di come appaio è la mia gioia più grande,” confessa. Questo ambiente familiare rappresenta per lei quel rifugio di serenità inseguito per anni lontano dai riflettori.

    Dalla Svizzera al debutto cinematografico

    Nelle pagine dell’autobiografia, Ornella Muti ripercorre momenti cruciali della sua esistenza. Tra questi emerge l’infanzia segnata da un senso costante di “sgomento”, acuito dalla separazione dalla madre che la inviò in Svizzera a soli quattro anni per “guarire”. Nonostante non si trattasse di un abbandono volontario, per lei fu vissuto come tale. Anche il suo debutto cinematografico avvenne per caso: a quattordici anni accettò un ruolo ne “La moglie più bella” di Damiano Damiani, spinta più dalla necessità economica che da vera passione per la recitazione.

    I percorsi dell’amore e le sfide personali

    Sfogliare le pagine del libro significa immergersi in una trama di amori appassionati e delusioni amare. Storie come quella con Luca di Montezemolo, descritto come “pazzo e divertente”, o il breve ma intenso rapporto con Adriano Celentano. La consapevolezza che emerge è quella di una donna alla continua ricerca nell’altro delle risposte che solo lei poteva darsi: “È facile manipolare una donna che vede in te quello che vuole vedere,” ammette Muti.

    La Muti, un’icona fuori dagli schemi tradizionali

    L’immagine che emerge dalle sue parole è ben lontana dal cliché della “femme fatale” costruito dal cinema attorno alla sua figura. Nelle sue esperienze si trova la giovane madre del 1974 che rifiutò l’aborto nonostante forti pressioni esterne, l’attrice che lavorò accanto ai grandi come Monicelli, Risi, Tognazzi, Mastroianni senza mai sentirsi completamente integrata nel mondo dorato dello spettacolo.

    Una nuova fase artistica e spirituale

    Anche oggi Ornella continua a lavorare, scegliendo ruoli stimolanti e divertenti come quelli nei film “Il filo rosso” e “Roma Elastica“, dimostrando ancora una volta la sua versatilità e il rifiuto dei cliché legati all’età. Sul fronte spirituale, dopo anni dedicati al buddismo, ha riscoperto la fede in Dio: “Pregando mi sono sentita più al sicuro sapendo che c’è Dio sopra di me.” Il suo percorso personale è dunque quello di una continua evoluzione, mai ferma nella stessa immagine stereotipata proiettata dal mondo dello spettacolo.

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