mercoledì, Dicembre 10, 2025
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    Letteratura al femminile: cosa, forse, cambia in Gran Bretagna

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    Il Times di qualche settimana fa riportava una notizia sulla  formazione degli studenti britannici.

    Una commissione d’esame ha proposto di aggiungere autori di minoranze etniche al programma di letteratura inglese e potrebbe rinominare il programma “donne nella letteratura”.

    Una delle tre principali commissioni d’esame, l’Ocr, ha chiesto agli insegnanti di votare sull’ampliamento della diversificazione di genere scegliendo nuovi testi per i suoi corsi. Questi verranno utilizzati per arricchire il curriculum, offrendo una scelta più ampia di poesie, opere teatrali e romanzi sia nelle lezioni che per gli esami.

    Donne nella letteratura

    Ci si chiede, inoltre, se il titolo di un modulo di livello A, “donne in letteratura”, debba essere rimpiazzato da “genere in letteratura”, “che rappresenta il genere” o qualsiasi altra proposta pertinente. Sembrerebbe che questo aiuti gli studenti a comprendere meglio l’argomento.

    Bernardine Evaristo, Ragazza, Donna, Altro

    La commissione esaminatrice propone anche nuovi testi tra cui Ragazza, Donna, Altro di Bernadine Evaristo.

    Scrittrice e accademica britannica d’origine nigeriana, nata a Londra nel 1959 da padre nigeriano e madre inglese, prima donna nera a vincere il  Man Booker Prize nel 2019 ex-aequo con Margaret Atwood, Evaristo pratica una sorta di attivismo letterario.

     

    E nella ultra cattolica Italia, avverrà mai?

    La questione di inserire donne e ‘’altro’’, come lo chiama Evaristo nel suo libro, diversità rappresentate dalle minoranze, nel suo caso sono donne nere, all’interno dei programmi didattici sembra essere ormai un tema di grande attualità e che suscita in alcuni Paesi come l’Italia molte polemiche.

    Le trasformazioni della società hanno sovente incontrato ostacoli da parte dei reazionari, basti pensare alle grandi battaglie per i diritti civili quali il divorzio, l’aborto o, più recentemente, l’unione delle coppie di fatto.

    Il ‘’genere in letteratura’’ andrebbe preservato come fonte di precipue caratteristiche che diversificano chi ha scritto cosa.

    Non un appiattimento, dunque, né un avvilimento a mero genere sessuale, ma una determinazione che dona sempre più ricchezza formale, stilistica e  di contenuto.

     

     

     

    Mariagloria Fontana

     

     

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